Il pensionato

Il viso segnato
da qualche ruga in più,
il corpo indebolito
da qualche chilo in più.
Ogni piccolo impedimento
diventa tragedia,
si siede sulla sedia
e inveisce contro il firmamento.
Il minimo rumore
sembra una minaccia,
il ronzio di un motore
gli pare la partenza di un caccia.
Il momento del pranzo
diviene ricorrenza sacra,
i piatti in avanzo
gli ricordano i tempi di magra.
Ogni novità
la vive con rassegnazione,
"era meglio alla mia età
quando c'era l'educazione".
Ma nel suo sguardo
sempre quella scintilla,
pronto a proteggere la sua famiglia
con la ferocia di un ghepardo.
Tra smorfie e malumori
c'è sempre un buon consiglio,
per alleviare i suoi dolori
non c'è miglior cura dell'abbraccio di suo figlio.
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L'autore
Pietro Arcadio
Ho cominciato a seguire la poesia da poco ispirato da Francesco Guccini, cerco un po di ispirarmi a lui quando scrivo.....con risultati ovviamente diversi.
Commenti (1)
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Giuseppe Vullo9 dicembre 2016
Descrizione puntigliosa dei vezzi, dei difetti, dei dolori e della tenerezza per un vecchio pensionato. Lui che ha vissuto la miseria ed altri tempi, mal si adatta a questi tempi. Solo l'abbraccio di un figlio lo può rincuorare e renderlo felice. Complimenti.
