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Uomini 9 dicembre 2016 · lettura 1 min · 709 letture

Il pensionato

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Pietro Arcadio 12 poesie pubblicate
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Il viso segnato da qualche ruga in più, il corpo indebolito da qualche chilo in più. Ogni piccolo impedimento diventa tragedia, si siede sulla sedia e inveisce contro il firmamento. Il minimo rumore sembra una minaccia, il ronzio di un motore gli pare la partenza di un caccia. Il momento del pranzo diviene ricorrenza sacra, i piatti in avanzo gli ricordano i tempi di magra. Ogni novità la vive con rassegnazione, "era meglio alla mia età quando c'era l'educazione". Ma nel suo sguardo sempre quella scintilla, pronto a proteggere la sua famiglia con la ferocia di un ghepardo. Tra smorfie e malumori c'è sempre un buon consiglio, per alleviare i suoi dolori non c'è miglior cura dell'abbraccio di suo figlio.
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Dedicata a mio nonno per i suoi 80 anni

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L'autore
Pietro Arcadio

Ho cominciato a seguire la poesia da poco ispirato da Francesco Guccini, cerco un po di ispirarmi a lui quando scrivo.....con risultati ovviamente diversi.

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Commenti (1)

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Giuseppe Vullo9 dicembre 2016

Descrizione puntigliosa dei vezzi, dei difetti, dei dolori e della tenerezza per un vecchio pensionato. Lui che ha vissuto la miseria ed altri tempi, mal si adatta a questi tempi. Solo l'abbraccio di un figlio lo può rincuorare e renderlo felice. Complimenti.