Una magica fiaba

In quelle strade ormai vestite a festa
tante ghirlande e vetri lucciccanti,
l’idea dei doni che martella in testa,
così affretta il gelo il passo dei viandanti.
Ristora assai il ritorno al focolare
nell’eremo che già profuma del caldo e del Natale,
lì sul dondolo posto innanzi al camino
un nonno una fiaba narra all’attento nipotino.
Racconta la storia d’un Re ch’è nato in fretta
è posto su misera paglia di na’ gelida grotta,
conforta l’alitar d’un bue e d’un asinello
e l’adora un pio pastor col suo candido agnello.
Quanto vibrava il ciel con quell’aria greve
mentre aveva inizio il fitto fioccar di neve,
poi proprio come un lampo balenò cometa
illuminando ai Magi la sacra meta.
Batte quel cuor fanciullo in fibrillante attesa
volge sguardo lassù dove scopre stella sospesa...
forse è proprio quella di cui narrava il nonno?
e nel frattempo una nenia accompagna nel sonno.
Così è l’accoccolar nel tepor di tenero abbraccio
mentre un pio desiderio nel cuor fa’ presto breccia...
quanti ninnoli e giochi appaiono nel sogno:
un orsacchiotto, un treno e pure un re nel suo bel regno!
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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