Gesù ti abbraccia
Maria Rosa Cugudda
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E tu piccolo grande ragazzo oggi hai preso il volo
verso cieli immensi le ali hai dischiuso,
non più affanni né solitudini,
Gesù dolcemente la mano ti ha teso
e forse questo bramavi.
D'amore colmo era il cuore
ardente il profondo timido sguardo
quando l'amico per strada incontravi,
docile alla vita ti sei mostrato
e sereno apparivi mentre nella sofferenza annegavi.
Salvatore, il ricordo va
anche tra i lontani banchi di scuola
attento e gioioso coglievi i frutti del sapere
con l'esempio guida per compagni
e per me grande orgoglio, poiché il sangue ci legava.
La tua presenza ricordo allorchè
"dal Continente" nella nostra Isola adorata giungevo
col mio sposo e tu venivi a trovarci,
gli occhi favellavano ancor prima della parola,
era semplice sentita festa.
Da Lassù lo sguardo volgi sulle pene di quaggiù
col tuo amore, fra le braccia del Signore,
sostieni l'affranta dolce madre, i tuoi fratelli,
e noi che pur nel dolore un raggio di luce intravediamo
nella pace e bontà che hai seminato.
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L'autore
Maria Rosa Cugudda
Maria Rosa Cugudda Serra, è nata in provincia di Oristano, ma residente da oltre trent'anni in Piemonte, felicemente sposata con un medico, col quale collabora nella sua attività. Laureata in Pedagogia, con tesi in Sociologia "Le malattie mentali degli emigrati"; è stata allieva del sociologo bolognese Achille Ardigò
Commenti (1)
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Giuseppe Vullo14 dicembre 2016
Bellissima, sofferente, delicata e profonda lirica, per la morte di gesù e di un ragazzo tanto buono che è volato in cielo e lui e Gesù conosleranno la madre affranta. Complimenti.

