Quattro punte di filo spinato tra i denti
Hariseldom
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Navigammo per undici vite intere
tra marosi e venditori di aragoste
quando l'uragano ci buttò sulla spiaggia
era quasi inverno,
faceva quasi freddo.
La ragazza con le sue capre
ci portò nell'ovile
ci diede latte, formaggio,
a due di noi diede persino amore.
Io ero stanco, ferito dentro e fuori
le chiesi la strada per la terra delle lontre,
lei volle baciarmi con la lingua
e io quasi svenni.
Lasciai i miei compagni,
la nave da riparare,
il ricovero dal freddo per andare oltre la strada.
Quando la strada finì
salii sulla montagna,
alta era alta
e io ebbi paura di morire.
Vidi lontano il castello
i soldati a guardia
e i cavalli con le mucche sotto i torrioni,
vidi tutto questo
e capii che era quella la terra delle lontre.
Arrivai che era notte,
le guardie non mi fecero entrare
aspettai al freddo
calpestando liquami e alghe putride
di quel che era stato,
solo vaghi ricordi.
Al mattino la principessa venne lei ad aprirmi
aveva quattro punte di filo spinato tra i denti
disse che era perché crescevan storti,
colpa di un mago
e di suoi padre che era sparito.
Mi chiese il nome e io gli dissi "Navigante"
lei rispose che suo nonno
gli parlava spesso di questo,
che suo nonno anche
era stato Navigante.
Accarezzai i suoi capelli
e le diedi la lama lucente
lei capì che quello era il tempo.
Ora sono sulla montagna
attendo il grande grifone bianco
mi porterà di nuovo verso il mare
e sarò via altre vite o morirò non lo so
so solo che non ho visto lontre
solo una ragazza senza marito
e forse aveva ragione suo nonno
da quell'amore non ero mai guarito.
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