Canna al vento

Marinella Fois nasce a Portoscuso (CA) il 25/08/1943 e risiede a Sestu(CA). Ama la vita, i suoi colori, i suoi profumi . Si definisce “gabbiano solitario”, scrive i percorsi della vita con la penna del cuore. Scrive poesie, racconti, lettere. Ama il teatro, per il quale ha scritto una piccola sceneggiatura in diale
Commenti (9)
Toccante poesia ove la Autrice ha saputo utilizzare in maniera appropriata la metafora della canna al vento per individuare la fragilità del corpo della mamma esposto alle intemperie del destino che inesorabilmente ha deciso di far valere la sua volontà di porre fine ad una vita che comunque lascia un immenso amore come patrimonio della sua esistenza.
Credo che metafora migliore l'autrice non potesse trovare per descrivere questo lento e faticoso rimanere avvinghiati alla terra ma poi, insesorabilmente, un vento straniero riesce a spezzare il corpo e trascinarlo via per sempre. Un distacco sofferto che lascia ferito per sempre un cuore di figlia. Molto apprezzata.
Splendida personificazione della terra e dei suoi elementi. Bella e commovente lirica!
Una dedica struggente alla madre, il cui ricordo sarà per sempre indelebile nel cuore di figlia... Una lirica che fa della metafora la struttura portante... infatti l'essere umano è come una canna al vento che si piega flessuosa senza mai spezzarsi... solo un vento straniero la potrà sradicare sino alla caduta definitiva. La mia ammirazione alla Poetessa per lo stile scorrevole ed incisivo... Il mio elogio!
delicata dedica alla propria madre che vede simbolicamente come canna scossa dal vento e cerca di resistergli si piega ma resiste all'imperversare di esso. cosi la vita con eventi imprevedibili... elogio...
Restare attaccati alla terra... restare aggrappati alla vita cercando di nascondere quelle radici quasi staccate dalla terra... una metafora che rappresenta bene gli attimi finali di una vita... versi che commuovono con una dedica delicata e profonda...
Versi importanti, profondi dedicati alla madre, come canna al vento, un vento ostile che piega il tronco prima forte e robusto. Le radici fortemente attaccate alla terra, resistono fino a quando perdono le forze e si lasciano andare. Una metafora ed una storia pedagogica.
Una metafora stupenda per descrivere la lotta di una persona forte contro la sofferenza fisica che la tormenta, forza perché in qualche modo cerca di nascondere il dolore, anche se le sue "radici" non possono resistere a lungo al vento impetuoso e come le canne, percosse, si piega al volere superiore di una entità più forte della propria volontà. Versi che commuovono. Complimenti all'autrice
una tenerissima dedica che nella sua metafora esalta l'amore e la fragilità dell'uomo negli anni ultimi della sua esistenza, ammirato








