Senza Titolo

Mi sveglio sempre confusa ma anche un po’ creativa,
quando incontro mia madre mi atteggio da piccola ribelle cattiva,
e di certo non mi risparmio quella sacra bibita.
Che diavolo ho guardato, mangiato, salutato, amato...
Che fatica... devo scegliere un vestito e non mi ricordo se ho pagato.
Le finestre mi conoscono più di certa gente,
per il mio continuo riflesso amareggiato...
sono una domanda che non vuole mai una risposta,
e se la riceve non si sente più una proposta.
I muretti della mia città sono padri eterni,
ci ho sbattuto e bevuto...
Che noia vivere in questa dimensione,
ti senti un criminale o già in pensione.
Prendi una chitarra e colpisci quella porta infernale,
musicalmente mi trasporti oltre il solito giornale.
Diciassette anni di pura volgarità...
Puoi credermi o lasciarmi andare in pace e serenità!
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Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi1 gennaio 2017
Ribellione vera e sentita e giusta, vista la giovane età...la confusione e il non trovare la giusta collocazione in questo mondo può accadere e spesso ci si riconosce solo in quel volto riflesso sul vetro segreto della propria anima, incompresi e un po' anarchici.
