Attendo
Pier Giorgio Cadeddu
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Stracci di una luce fioca, aspra e sensuale
questa mia piccola sera di falso oriente;
ti aspetto trepido e non sento entrare
i rumori del vuoto,
madre della mia immagine stanca.
Attendo
oltre il tuo ricordo
e il cuore si adagia al gocciolare passi
leggeri e frivoli di uomini invisibili
pulviscolo corroso di comete e di stelle;
come un’attenzione sprecata
nutro piano questa mia eterna siccità dell’anima
ben oltre l’angolo di una piccola emozione di bottega
dove niente è conforto o nuova sensazione.
Attendo
e le mie mani calde singhiozzano per una notte,
apologetica,
spasmodica simulazione di frontiera
dove emigrano gli dei, fallaci desideri e i sogni.
Attendo
amore e larghi occhi di prato
per il mio sorriso di ritorno;
strade perse nel niente...
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Pier Giorgio Cadeddu
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