La sua migliore eco
Carlo D Ragonese
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Un nebbiolo messer
ch’io possa godère della prugna cotta
o quel tanto che mi rammenti la viola
o la rosa fresca
Un barolo dico
lorché risalendo per san Lorenzo io lo riveda
fra la Langa Albese e il castello di Serralunga
(so di una preghiera a Santa Maria in Castrum)
E ringrazio il conte, il buon Camillo Benso
e a tal Pietro Paolo Operti e i suoi affreschi
e rendo omaggio a que’ Finati – pittori albesi
Ma quando scendo per sant’Anna, abbraccio i
frati - i fieri, i penitenti
I Battuti - a quelli penso
E levo coppa a le mura alte: e viva, viva, viva il cappero
l’anarchico, che a Castiglione Folletto è volontario seme
Dico, un barolo messer
e ch’io possa tracannarmi una magia, e rifuggire masche
e gatti e siepi e bisce, anime morte
Ma metti che una croce risieda nella pila d’acqua santa
ed è rifatta la credenza
Un prosìt messer
gustiamoci sì il nebbiolo, e mai, mai troppo tostamènte
ma andiamo pure a zonzo
anzi al buio, e per la cantina, quella antica, che fu crôta
Entriamo, entriamo per la finestrella,
io sono un ladro, un po’ rabdomante
E prosit, prosit con questo nettare divino
e hic hic hic nella botte vuota
la sua migliore eco
Un nebbiolo messer
barolo dico
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L'autore
Carlo D Ragonese
Carlo Ragonese, perito assicurativo, vive e lavora a Catania. Scrive narrativa, romanzi thriller e fantasy, ma si diletta anche con la poesia. Ha scritto una serie di racconti con lo pseudonimo di Maro Aragones. Il link del mio romanzo: http://delos.digital/9788825400168/anarchia-in-corpo-mafia
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