Il venditore di chiodi usati
Hariseldom
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Sono chiuso in una gabbia
a volte arrivano corvi neri
controllano se sia ancora vivo
provano a beccarmi gli occhi.
Sono chiuso in una gabbia
appeso sulle mura del castello
defeco a terra e urino sui passanti
la gente grida e ingiuria quando passa.
Morirò di sete prima che di fame
ma canto la mia libertà
io che raccoglievo chiodi dalle assi rotte
io che li raddrizzavo per poi rivenderli.
Badate era assi vecchie
abbandonate al cielo
assi di travi marce
mobili tarlati e mangiucchiati.
Ma il conte disse che era roba sua
e che io ero un ladro
perché quello che è suo gli fu donato
e Dio è benevolo padrone del signore.
Arrivano corvacci neri
neri e puzzolenti
e morirò sotto questa torre
e di me si scorderà il nome
ma canto
canto la libertà dalla tirannia
da quel che è suo
dalla proprietà privata
dal bisogno dei servi della gleba
canto e defeco sulla gente
che non ha coraggio.
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Hariseldom
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