Rido
Pier Giorgio Cadeddu
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Un sorriso sotto le polverulente luci dell’inverno,
e quello sguardo intenso a chiedere
dove siamo stati nelle nostre fatiche in discesa,
incerte maschere scolpite
negli anfratti del tempo,
dove vivemmo notti e albe di rugiada
tra memorie, scintille e pelli di cinghiale;
fummo pietra e nuraghe,
storia e vita da prendere,
amori nati invano al sole
come quercia sulla roccia nera.
Rido stranito della mia esistenza;
Rido in silenzio, amica mia,
perché il ritrovarsi felici,
solo un pugno di vento,
è un abbraccio caldo e intenso
per perdersi ancora e per sempre,
sulle ombre dei nostri addii.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (2)
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poeta per te zaza2 giugno 2017
C’è il pudore, la ritrosia, il sapere che un nuovo vissuto adulto insieme non colmerà mai il divario, il tuffo della separazione dall’oggi a quell’ieri, unico e irripetibile. Trascinanti le emozioni riportate in vera poesia, sul valore della prima amicizia. L’abbraccio è caldo e intenso nell’’epilogo del ritrovarsi felice per poi con naturalezza perdersi sulle orme dei propri addii.
enza fontana8 giugno 2017
Ritrovare un'amica di gioventù raccontarsi, chiedersi dove siamo stati, ricordare i tempi passati. quelle notti e albe di rugiada, di quegli amori nati e poi finiti invano al sole e ridere nell'abbraccio caldo della vera amicizia. Un pugno di vento e di nuovo ognuno andrà per la sua strada Ma nel cuore resterà il ricordo, il sorriso e istanti di gioia.


