Melodie di ciaramelle

Così nel gelido e festoso cammino
ameno risuona un campanellino...
diaccio è quell’uomo vestito di rosso,
perché è assai fatuo il foco a ridosso.
Il gelo già strina in sta’ candida notte
s’addensa sin fiato come nuvole a frotte.
Al mondo sorride quel Babbo natale
e fa richiesta soltanto di un Verbo che vale:
Pace per genti d’esotiche terre
stremati dal freddo, da fame e da guerre,
inoltre carezze da porre sui visi
d’inermi, malati e bimbi indifesi.
Rari i passanti ormai per la via
ma torna il sorriso che spazza malinconia...
è fermo lì un bimbo che con sguardo teso
quel vecchio barbuto a lungo soppesa.
Nella mente innocente un dubbio saetta:
quel Babbo natale non ha renne né slitta,
chissà come fa’ a recare i suoi doni
nelle case dei bimbi che dormono buoni.
Idea ch’è distolta dalla campanella
e da suono armonioso di una ciaramella.
Melodie di pastori con le pive soavi,
cornamuse del Natale con sentor celestiali,
così che nel gelo ancora oggi diffonde
con flauti e zampogne un’antica leggenda.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
grande vivi (Francesco Rossi)
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