Sarò l’ebbrezza di un mattino d’estate
Ho raccolto i sogni miei,
sparpagliati,
gettati alla rinfusa sul cemento,
fra quel che resta di una vita.
Dove sono le mie strade?
Il vento è un soffio di nuvole doloranti,
sento solo più l’eco del mio respiro.
E tu, ancora sospeso fra i giorni delle lacrime.
Ora che sei anima del cielo,
goccia di nuvola sospesa,
le tue palpebre divorano il vento
si schiudono respirando le luci del tempo,
prometti di vivere gli sguardi dimenticati.
Ed io,
poggerò una carezza
sulle miserie dell'uomo,
sarò l’ebbrezza di un mattino d’estate
abiterò le speranze,
vivrò la terra
e un nuovo sole nascerà.
©
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