Quando dei se ne avrò il rimpianto
Salvo Learco Angrisani
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Stanchezza che stupra
l'orgoglio e il sangue
d'ataviche memorie
senza più sorrisi.
Assenza di presenze
affonda bastimenti
grandi e piccoli
sotto la dannazione
di cieli mai squarciati.
Il cuore è un'arma
da fottere in silenzio
accarezzandone i versi,
spaccando le pietre
di un'assurda malinconia
che non trova riparo
in quest'inverno
che brucia ancora di fuoco.
Mi sarà stanchezza
l'incessante pregare invano
nelle mani stracciate
dalla fatica e dalla fame.
Mi sarà indelebile il pianto
sui muri d'una disperata
folle idea di strapparmi
l'anima con le mie stesse mani.
E mutilato il respiro
arrancante mi cercherà
in ogni preghiera,
in ogni sorriso
donato e ricevuto,
tra le pieghe sgualcite
d'una poesia dimenticata,
nell'alternarsi di giorni
e notti sempre uguali
fino a quando
dei se, arreso,
ne avrò il rimpianto...
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Salvo Learco Angrisani
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