Concerto di Capodanno
Nel fascino barocco della sala
vestigia prestigiosa del passato
fossi il guattero seduto sulla scala
ma non sono che cavallo ammaestrato
La mia penna più ottusa d'una pala
non conosce quel tocco vellutato
che genera quel fascino che esala
da un valzer che ti lascia senza fiato
E quel dolce languore che m'avvolge
nell'ascolto di un turbine di suoni
verso di te il mio cuore ancor rivolge
Se questo stento incedere di foni
non assurge nemmeno a tradizione
non è degna di te la mia passione
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L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
Commenti (1)
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Patrizia Muttoni2 gennaio 2017
La musica avvolge e nell'ignoranza sconvolge. L'orecchio attento sa apprezzare il suono delle note.
