16 Ottobre assurda follia
Nel cielo turchino di Roma, singhiozzi, lacrime e sangue
immensa moltitudine di gente, manifesto di inquietudine e di rabbia
Respira odio la città eterna, si aggira violenza tra le strade colme
il mondo guarda e non trova pace, il mondo osserva non più parole
Solo dolore tra queste mura e tra queste strade
riflessi dell'anima incondizionati
La ragione muore
appesa alle bombe carta ora incendiate
ai sampietrini lanciati, alle manganellate
ai calci, ai pugni
alla madonna spaccata con rabbiosa furia
ai violenti gesti di ira che oggi respira
la ragione muore mentre viene sera e tutto ancora geme
Avvolto dal fumo e dal puzzo del sangue versato
torna sconfitto l’uomo che con ragione aveva partecipato
E muore ancora il coraggio di vivere
in questo giorno di demenza
e scende il buio e nasconde anime di gente stolta
esseri avvezzi a odio e violenza
E verrà il giorno
e sarà chiaro al mondo il nefasto dipinto
di artisti di strada grotteschi e incoerenti
tra tele di sangue macchiate
su cavalletti di manganelli montate
succubi nelle menti arrovellate dall'odio
le ombre nere,
come i caschi indossati nei momenti degli scontri
Ecco l’antica madre osserva demenza e lacrima
nella notte di ottobre che la vide testimone di cotanta assurda follia
e tristemente geme
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Commenti (1)
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Marinella Fois3 gennaio 2017
Nei versi dell'autore, si legge tutta la follia di un giorno d'ottobre... immagini nitide di una guerra tra poveri e di una città che tristemente geme...
