Il gioco d’azzardo della vita
Enrico Baiocchi
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Non c’è riparo alla paralisi del gelo,
né allo tsunami violento dei rimpianti.
Né appaga la fede come assoluzione
per i peccati di aurore spodestate.
Tanti i sorrisi seguendo i girasoli,
prima che la notte soffocasse il sole,
ed ogni volta ne ho ripiantato i semi
in una serra coltivata con passione.
E raccolgo lungo il viale poche foglie
da conservare tra pagine ingiallite,
accanto ai petali di tante margherite
oracolo di storie, desideri e voglie.
Non c’è l’omino che vende i sogni della vita
legati al polso per non fuggire via,
e porto avanti un gioco che non premia
contro il banco che non perde una partita.
Volano innocenti nella sfida contro il vento.
©
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L'autore
Enrico Baiocchi
Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,
Commenti (3)
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Patrizia Muttoni13 gennaio 2017
Giocare alla vita è disarmantr nostalgie distolgono dalla tristezza di pretesa di vincere. In vita non si vince né si perde. Complimenti
I
India13 gennaio 2017
Amarezza e nostalgia espresse con la leggerezza che contraddistingue i tuoi versi.
Maria Assunta Maglio13 gennaio 2017
La vita è un gioco d'azzardo sfida continua al tempo spesso violento e implacabile malinconia avvolge l'esistenza.


