Tra ferite dell’anima
Giovanni Chianese
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Come fantasma senza lingua
barrisce l’anima silente
al passo d’infuriato elefante
Galoppando l’indole ribelle
sulle onde di stagnante lago
trapasso d’uragano attende
a obliar nembi e saette di fuoco
sulla vetta di un tramonto
a sangue di fratelli raggrumato
Barcollando sul filo delle tenebre
tra vocio d’anime senza ovile
equilibrio annaspando sostiene l’ego
che vittoria canta egoisticamente
sull’usurante nastro della Plebe
Remissiva coesione invalidando
tra vergogna e sudiciume di compagine
ancor seggio non cede l’ingordigia
alla decantazione del nobile sentimento
che del mondo verace discernimento regge
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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carla composto16 gennaio 2017
metafore forti ...lirica che esprime ribellione immagini pregne di rabbia sicuramente per ciò che accade intorno a noi bella opera che arriva a chi legge ...condivido questi bei versi elogio sincero al poeta

