La ragazza che giocava nel cortile
Hariseldom
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Portava le trecce
un vestito a fiori
e disegnava numeri a campana
nel cortile.
Poi lanciava i sassi
e saltellava
uno due tre
a volte cantava.
C'erano semi nel cortile ad essiccare
pomodori rossi
granturco sulle stuoie.
Badando a non far avvicinare il gatto
furbo come un mago
il gatto sapeva fare i suoi dispetti
ma di lei aveva una gran paura.
Giocava nel cortile la ragazza
quando non andava a scuola
nei giorni del sole
e nel tempo della luce tenue
nel cortile del suo paese.
Le ginocchia sbucciate
gli occhi color d'olive
la gonna corta e rossa
la camicia bianco latte.
Rossetto no
sua madre non voleva
suo padre in cantina
spesso beveva
e se le avessi visto quel rossetto
poi il sangue avrebbe disegnato le sue labbra.
La ragazza aveva sogni
persino un amore
leggeva molto
del'amore non sapeva nulla.
Giocava anche quel giorno
quando quel lampo arrivò dal cielo
color argento
color di morte
sapeva del fosforto quel lampo
così la morte.
Ora è rimasta una campana
i numeri disegnati a gesso
sul due una scarpa
sul quattro l'altra.
Se qualcuno sa perché c'è la guerra
lo spieghi a sua madre
non a suo padre
che in cantina beve e prega
gli dei fanno sempre finta di nulla.
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Hariseldom
Commenti (1)
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Adele Vincenti18 gennaio 2017
Grazie di avermi fatto rivivere la mia infanzia... ho rivisto la bambina che ero, lunghe trecce ed una campana ...disegnata a terra con tanti numeri da calpestare... Grazie di cuore, un emozione fa sempre bene al cuore... molto bella ...complimenti!

