Perenne crepuscolo sotto le palpebre
I tuoi occhi senza respiro
scivolano nel tramonto
di un giorno immaturo
lacerando il mio sguardo
per lo strappo violento.
Come fuscello sradicato
crudeli raffiche di vento
mi proiettano nel nulla.
Al calare del sole settembrino
il tuo segreto per sempre affidasti
senza un gesto o una parola
t’incamminasti verso il buio
con dei fiori posati nell’oro
con le palpebre ancora umide
chiuse alle porte al mondo.
Vorrei almeno una tua ciocca
ma non servirebbe a zittire
questa bocca sanguinante...
Vorrei che un bagliore
m’aiutasse a capire Dio
che mi illuminasse la strada
debellando l’eterno crepuscolo
annidatosi sotto le mia ciglia.
©
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