Mute detonazioni
Il corpo moribondo del giorno
dalle ombre eccolo trascinato
verso la collina dei tramonti.
Quando poi nel baratro verrà gettato
come tutti quelli che l’hanno preceduto
lascerà soltanto screziature di sangue.
Per l’ennesima volta resto immobile
con i piedi affondati nell’indecisione.
Anche stasera non ho mosso un dito
per salvarlo dalle grinfie della notte.
Ho visto il suo occhio spegnersi senza un lamento.
Me lo immagino cereo e deluso
consegnare alla luna crescente
come un testimone di speranza
ciò che non s’addice alla morte.
Avrei dovuto seguirlo ed insieme a lui
scoprire se nella fossa comune esiste
uno spazio che accolga la mia mente.
Imprecando abbasso l’arma
puntata sui pensieri di gelo.
Troverò il calore sufficiente...
...per superare le ore di follia?
©
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