Insonnia
Convegno di ricordi
vengono da lontano
litigano per un podio
e i capelli li transennano
la luce l'arresta
un libro li punisce
un sorso d'acqua
li fa scivolare
nel dimenticatoio
L'orologio arranca
zoppica la lancetta dei secondi
quella dei minuti tossisce
quella delle ore dorme
e nullo lo sprono del polso,
arreso avvita e svita
valvole al sudore
Il soffitto, piede del cielo
a simulare calco
e gli occhi a porsi cuscino
poi cadono su una foto
dal volto Leonardesco
anche se la mimica
allude chiara al dolore
Fuori, tutto calmo
la notte pascola la pace
ma qualche pensiero
lascia l'erba e danneggia
il mio orto
Simula l'oblio l'Abajur
le lenzuola il mare tempestoso
e il vecchio crocefisso
finalmente da faro
indica l'approdo
ricorda i tanti marinai
con rotte di speranze
sugli abissi dell'anima
Getta l'ancora il cuore
si stendono i nervi
a unica corda d'attracco
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