Ancora brucia la pelle
Giovanni Chianese
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Baglior che mente illumina
al tempo che screpola i sogni
fa che degli uomini pii
misericordia non svanisca
al dardo dei dissensi
Fallace e bisbetico è il ticchettio
quando sulle falde del cammino
pioggia acida rintocca
sciogliendo il cuore in gola
Voi solchi del buio profondo
dove luce non fiammeggia al tramonto
fate che brillino d’aurora
pie anime senza rancori
Tra ruderi e sguardi i cupi giorni
sarà eco l’infinito stellare
che d’amor nobile il pensiero farà
a risvegliar l’acque d’annegati fanciulli
al ricordo d’ignobile olocausto
Io rappreso sull’ultimo fumacchio
odor d’organico ancora sento
che da orribile ciminiera
rivalsa vaneggia d’altisonante voce
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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carla composto27 gennaio 2017
una lirica intensa che ci posrta a non dover mai dimenticare versi incisivi e belle il mio sincero elogiio

