Zucchero giallo
Mi ritrovo qui con un caffè nero
molto... molto prima dell’alba
per toccare con mano l’evento.
La finestra volge ad oriente
aspettando che un fallico raggio
penetri inseminando di luce
questa stanza infeconda.
Da quanto tempo non vedo l’azzurro?
Le nuvole sembrano non avere mai fine
hanno segregato il cielo in una sentina
sorvegliata dalla pioggia o dalla nebbia.
Gli aghi trasparenti del gelo
m’iniettano brividi ovunque
trovando la pelle indifesa.
Devo resistere a questo attacco
ancora per poco... il tempo di un sorso...
Già sento galoppare il messo dell’alba
che in mio soccorso sta arrivando
brandendo granelli d’oro solubile.
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