Il battesimo del dolore
Franca Donà astrofelia
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Di quel giorno ricordo la nebbia
che si mangiava gli alberi e le case
l’odore liquido di terra fradicia
su, nei vapori freddi che dal fiume
toccavano le sponde erbose e il cielo
ed io sentivo quel freddo dentro
mentre guardavo l’uomo nella bara
il naso dritto e fino, smagrito fino all’osso
l’abito scuro lisciato sopra il petto
un nodo blu di raso e perle nere tra le dita.
Sembrava di rispetto quel silenzio
e solo qualche pianto a tratti e su col naso
l’odore della cera insieme ai fiori
e la curiosità morbosa della morte,
nella carezza al gelo della fronte.
Fuori nell’aria che sapeva di vetro
le risate degli innocenti nella loro giusta incoscienza,
qualcuno che aveva compreso il senso
nascondeva dietro al muro la vergogna del suo pianto
senza sapere che mai sarebbe tornato bambino
ora che le lacrime conoscevano il battesimo del lutto.
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Franca Donà astrofelia
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