Inesplorato

Ogni volta che mi scrivi
la mia materia si disfa
in setosi filamenti di inconscio.
Il bozzolo della realtà di parole
si apre ad orizzonti sconfinati.
E raggiungo l’oasi mentale agognata,
dove non abitano ombre,
né duri verbi.
Mentre il passato di fogli bianchi
si perde
nei reconditi meandri della memoria.
Anelando un soffio vitale sovrannaturale,
al di là del mondo onirico,
il presente prende forma.
Diviene poesia.
In un’eterea dimensione
dove corrono cavalli celesti.
E cirri cinerei attraversano il cielo,
presagio di futuro senza nuvole di inquietudine.
Poi,
ammantata dalla luce inafferrabile dell’infinito,
muovo le ali bianche di vita.
Poiché i versi
non sono
semplice suggestione dell’anima.
- Su di un foglio di carta
ho scritto il mio desiderio:
vorrei che mi amassi in eterno,
anche a costo di non saperlo mai -
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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