Raggiunta la vetta
Giovane donna,
la tua vita,
una scala
con gradini troppo deboli,
troppo disfatti,
da salire senza cadere.
Rivedi i ricordi
come appesi
al filo di una ragnatela.
Genitori
troppo presi
da ulteriori piaceri,
carezze anelate,
abbracci mancati,
quello zio,
troppo affettuoso,
con le sue
leziose lusinghe
per farsi strada
nella tua mente,
per rapirla,
sottomettendola al suo
turpe gioco.
Quante mani estranee,
vogliose
hanno lasciato
un'impronta su di te,
e in silenzio nascondevi
tutto
per paura, per pudore.
Eppure
hai percorso
quella scala,
fermandoti per non inciampare,
attenta a non cadere
e sei arrivata in vetta,
senza mai perdere l'equilibrio,
con tanta voglia d'amare,
d'emozionarti, di vivere
anche se il tuo viaggio
è stato pieno di buchi, insidie
e gradini rotti.
©
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