Primo fante
Davide Ghiorsi
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Reginaldo primo fante
non aveva ancor capito
come mai dall'altra parte
non gli avessero sparato.
Eppure si era arreso al suo nemico
che da mille anni ormai se n'era andato.
Non trovava spiegazione
del perché nessun fucile
non l'avesse salutato
con un colpo dritto al cuore.
Si era arreso dopo anni alla mannaia
che era morta nel frattempo di vecchiaia.
Non un grido non un passo
non il suono di una voce
non c'è guerra senza pianto
senza l'ombra di una croce.
Raccolse il suo fardello di aquiloni
di sogni e fango sotto agli scarponi.
Reginaldo primo fante
vita spesa da soldato
chi era a casa e quale strada
egli aveva ormai scordato.
Al vento diede voli colorati
per quei nemici persi o mai esistiti.
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L'autore
Davide Ghiorsi
Commenti (2)
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s
santo aiello11 febbraio 2017
Quel male che è dentro di noi stessi. I fantasmi contro cui combattiamo come mulini a vento, forse memori di antiche ferite o colpe mai avute. C'è tutta la tragedia umana dell'uomo e il conflitto con se stesso. Sarebbe bello essere liberi davvero. Sarebbe un sogno, uno di quelli veri. Stile elegante, narrativo senza mai rinunciante di quella poetica che ne arricchisce la bellezza. Un gran bel lavoro, molto apprezzato. Complimenti di cuore.
carla composto11 febbraio 2017
una bellssima metafora che ci prt a rivedere le nostre battaglie interiori che spesso ci prendono il voler esser liberi, il combattere contro il nulla... versi importanti lirica di prestigio elogio sincero

