Lo spaccone
Quando il Signore creò l’Universo
volle fare di me un uomo diverso.
Dette a Raffaello un pennello
per disegnare l’uomo più bello!
Mi mise il nome: Io,
come diminutivo di Dio!
Alto, biondo, capelli con i boccoli,
spiccai in mezzo a tanti broccoli!
I ferrei muscoli mi sprigionarono forza e coraggio,
sembrai fuoriuscito da una catena di montaggio.
Di me s’innamorò follemente Venere,
le infiammai il cuore che ridussi in cenere!
Il mio cervello? Un vero capolavoro!
Possedette ricchezze come un dindarolo!
Sulla Terra piovvè?
Mi abbronzai su Giove!
Gli aperitivi all’una?
Li bevvi sulla Luna.
Per sei giorni visitai Marte,
dove al Casinò giocai a carte.
Non esistette un mio fratello gemello,
il mio splendore sfigurò Adone il bello.
Se fossi nato prima dell’altro ieri
avrei offuscato Dante Alighieri!
Acclamato ed osannato in ogni continente,
sfidai gli oceani nuotando senza salvagente!
Fui l’unico vero uomo di successo.
E tutti gli altri?: Tazze del cesso!
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