Lungomare A Febbraio
Salutano le palme
mosse dal vento sul lungomare
risponde un cartone da pizza
un gatto che ha licenziato il padrone
e la borsetta di una prostituta
Non fa né freddo né caldo
e qualche respiro a zonzo
non sa da che parte stare
e cerca uno starnuto
o un colpo di tosse
per involarsi oltre la noia
Nello sciabordio il mare
canta l'eterna litania
schiaffeggia gli scogli
e ubriaco si culla
sproloquia vocali risorte
le arrotola al silenzio indomito
Rutti del progresso
attenuati ai posteri
i rumori dei motori
contano marchette di magnaccia
e il peso di anime alleggerite
sulla stadera delle colpe
oscillante in assensi ai peccatori
Rotola una sigaretta accesa
figlia abortita di una stella
che in terra ha illuminato
ciglia e spasmi a cottimo
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