La carbonera
Si narra ... si riporta ... si rivela ...
che, in tempi in cui il baratto era nel blando
strisciare vie di lago in barca a vela;
proverbi si cucivano rimando,
in versi lesti di vite solerti,
parole ed esperienze tra di loro,
d’un antica sapienza altri reperti.
Si sentivano nel vociare in coro
tra i boschi e sui sentieri i carbonai.
Bimba, tu ciò che dico non conosci!
Bimbo, son cose queste che non sai!
Le braghe dure ed i cappelli flosci,
le prese di tabacco e il cibo scarso.
Sopra uno spiazzo in fine alla salita,
sotto il pojat giaceva il legno arso
che nel carbone aveva nuova vita.
Ci si portava appresso la fatica
nella bisaccia, nella sacca in spalla,
ma assieme, che Iddio la benedica,
la bramata pietanza tutta gialla.
A fette fatte la bionda polenta,
avanzi di formaggio con la tara
e che sia tanto, che in bocca si senta
e che la mano non si renda avara
di olio sant’Iddio, fin che ce n’è.
Prelibatezza eccelsa, bontà rara
...la carbonera è mangiar da re!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!