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Impressioni 20 febbraio 2017 · lettura 2 min · 669 letture

La carbonera

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Giuliano Dal Bosco 125 poesie pubblicate
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Si narra ... si riporta ... si rivela ... che, in tempi in cui il baratto era nel blando strisciare vie di lago in barca a vela; proverbi si cucivano rimando, in versi lesti di vite solerti, parole ed esperienze tra di loro, d’un antica sapienza altri reperti. Si sentivano nel vociare in coro tra i boschi e sui sentieri i carbonai. Bimba, tu ciò che dico non conosci! Bimbo, son cose queste che non sai! Le braghe dure ed i cappelli flosci, le prese di tabacco e il cibo scarso. Sopra uno spiazzo in fine alla salita, sotto il pojat giaceva il legno arso che nel carbone aveva nuova vita. Ci si portava appresso la fatica nella bisaccia, nella sacca in spalla, ma assieme, che Iddio la benedica, la bramata pietanza tutta gialla. A fette fatte la bionda polenta, avanzi di formaggio con la tara e che sia tanto, che in bocca si senta e che la mano non si renda avara di olio sant’Iddio, fin che ce n’è. Prelibatezza eccelsa, bontà rara ...la carbonera è mangiar da re!
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La carbonera, piatto povero di queste mie parti, interpretata in altri luoghi prossimi in modi un po' diversi, era il piatto tipico dei carbonai. Uomini che producevano il carbone di legna in spiazzi appositamente preparati nei boschi. Il pojat è il cumulo della legna, coperta coperto con della terra, sotto il quale la legna carbonizzava.

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Giuliano Dal Bosco
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