Funambolo

Un velo cela la mia essenza
nell’incomprensibile presente.
Scavo nel vocabolario per trovarvi
un’infinità di silenzi
finzioni
algoritmi di pensiero.
Le parole conservano
solo ombre e nascondimenti.
Come un funambolo cerco l’equilibrio della vita
sulla corda tesa tra memoria e felicità.
Un abisso di bruniani furori
è il precipitare verso il vuoto dell’inarticolata
verità.
Coscienza ignara sarebbe
se si fermasse ad un puro sentire.
Rotolando tra sentinelle del passato
s’appropria di un anelito di libertà.
Contrari e sinonimi
non pareggiano i conti del sentire.
Così parliamo ascoltando
null’altro che una parvenza di noi stessi.
Le parole si perdono
nel tempo che si dilegua.
Sbriciolate come il tappeto d'asfalto
dopo la neve.
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L'autore
Francesca Rennis
Francesca Rennis è nata a Roma nel 1960; si è laureata in Filosofia presso l’Università della Calabria e, dopo l’abilitazione all’insegnamento della Filosofia e della Storia, ha cominciato ad insegnare nelle scuole medie superiori, dedicandosi anche al sostegno. Iscritta al corso di laurea specialistica in Progettazion
Commenti (2)
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picciro28 febbraio 2017
Una riflessione davvero pregnante... quando si fanno i conti con il sentire dell'anima e ciò che ci circonda! Complimenti all'autrice...
Francesco Rossi28 febbraio 2017
quindi l'aspetto importante è verificare, ricercare e le parole volenti o nolenti hanno sempre un peso specifico che sta a noi dosare a secondo dei momenti e delle situazioni, non per convenienza ma per consapevolezza, saper econdare per attingere.

