Pagine strappate dal "diario di un poeta offeso"
Andriuslan
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Non si dovrebbe svegliare
colui che di passi in passi
l'arcobaleno attrae versare
né si dovrebbe scagliare massi
stolti appesi a precipizi con artigli
penzolanti e consapevolmente fossi
fori bianchi ricrescono abbelliti gigli
coltivazioni ombrate, lontani soli
sono metafore su fogli o meglio figli.
Sono parole mai dette
celate conversazioni con diavoli
così nascoste da ritenersi maledette
peccaminose considerazioni disdicevoli
a mani giunte sull'orizzonte
prese in carico da traditori e discepoli,
ladri d'anime, battezzandosi la fronte
spergiurando abbellimenti e vanità
sperperano ignote frasi, tralasciandone la fonte.
Stupri di preghiere, crudeltà...
strappando con forza la terra ai giaggioli
ai quali un tempo si giurava fedeltà.
Ali si spezzano, ferendo voli...
Siete terre aride, lontani soli.
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L'autore
Andriuslan
Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino
Commenti (1)
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Patrizia Muttoni28 febbraio 2017
Chi non sa pensare giudica, un triste sentire in un mondo che in modo disinvolto dissimula ipocrisia. Bella riflessione

