Ricerca dell'infinito
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (3)
Una piacevole lettura da cui si trae un grande insegnamento. Dentro di noi abbiamo dei concetti riguardo all’infinito, all’amore, alla felicità, concetti astratti. Noi umani abbiamo “ il vizio” di questa perenne ricerca. Perché cercare ciò che, essenzialmente, è? Basterebbe vivere e, ad ogn’istante, troveremmo l’infinito, l’amore, la felicità, senza affanno alcuno né la fatica, inutile, di confrontare il frutto della nostra ricerca con ciò che era nel nostro pensiero. Un testo che ho molto gradito.
Credo sia una poesia fortemente educativa. L'uso improprio, l'abuso del termine infinito, cosa astratta, ci pone di fronte a scaelte di vita o mentali che spesso mortificano il nostro vivere. Dovremmo forse solamente vivere di vita all'intyerno della quale già oggettivamente alberga un infinito in tutte le sue sfaccettature. Il piacere di leggerlo questo testo è stato immenso e nulla da eccepire sulla qualità della struttura e del verso stesso arricchito da immagini meravigliose. Complimenti sinceri
Una profonda e condivisibile poesia sulla ricerca esistenziale dell'infinito, di uno scopo ultimo, di un fine. Tale ricerca si rivela affannosa e sterile, perché appunto l'infinito è concetto e dimensione irraggiungibile o che si può cogliere soltanto parzialmente nell'umano cammino. Ecco il moltiplicarsi delle vette che impediscono di scorgere l'orizzonte e la nebbia che preclude la visione. Ottimo anche il finale che sembra ispirarsi liberamente all'insegnamento evangelico: "Non vi preoccupate del domani: a ciascun giorno basta il suo affanno". Con i migliori auspici, all'Autore


