Canti di uccelli
Annamaria Gennaioli
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Perché imbrigliare il suono
nei flauti che vendono
illusioni?
Perché ostentare l’avidità senza cercare
la meraviglia negli scaffali della mente
dove il cuore entra in punta di pedi
e sottrae la nebbia?
Perché non incrementare il benessere dell’anima e
poi... lo sguardo
oltrepassa oltre
dimenticando uomini che cercano
vogliono e senza pensare
uccidono quei canti e
catturano quei cantori
dal suono più bello
maestoso e unico e diverso
da specie a specie
e il cuculo finisce
dirigendo l’orchestra
eseguendo rapsodie contate.
Il sublime, l'orrendo che affascina
per lo scempio compiuto,
ricadrà sulle generazioni a venire
e tutto per
pochi spiccioli al
desco condiviso dove anche i
bambini osservano: tagliando
loro le ali.
©
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L'autore
Annamaria Gennaioli
Commenti (2)
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e
emiliapoesie393 marzo 2017
lirica ricca d'immagini e versi colmi di riflessioni ed appropriate impressioni: CANTI DI UCCELLI metafora di donna, madre, sorella, sposa , spezzate le ali, torturate, stuprate, uccise... violenza verbale e violenza ancora violenza... versi ben stilati e meritevoli.
Maria Luisa Bandiera4 marzo 2017
Poesia molto sentita, carica di splendide immagini che portano a riflettere sui comportamenti degli esseri umani nel mondo. complimenti, notevole!

