Donne ferite
Giorni troppo vuoti di colori
di ore interminabili e cantilene mute
di Albe e di Tramonti sanguinanti
che si specchiavano sulle sue ferite
Lo squilibrio era in quell’abbraccio
forte, fino a farla soffocare
Nel farle ingurgitare frutti acerbi
per poi colpirla e farla vomitare
Quei segni viola sulla pelle
erano arabeschi che lui baciava
incagliato nel suo corpo morto
da millenni
ma con un cuore
che ancora sanguinava
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L'autore
Jibi
In un’alternanza di Luci e Ombre, su di un foglio bianco, si distende la mia Anima....
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