E corrugo la fronte
Con l'odio che danza sulla retina
m'accorgo dentro il mosaico dei pensieri
della rabbia che mi divampa dentro
tra frastagliate paure
ondeggianti nell'incertezza del futuro
e il fumo del mio presente
che tristemente sale
attorcigliandosi nel cielo ricoperto di nuvole
Sollevo gli occhi
a catturare l'ultima luce d'ogni tramonto
strizzando le palpebre
ai tenui raggi del sole
che sfuma nelle sere intrise di panico
E penso d'evolvere la mente
per superare queste debolezze
e sfidare le passioni
nelle situazioni che mettono a disagio la mia dignità
strisciando nell'ipocrisia
a disumanizzarmi rimettendoci l'anima
E lascio per me
l'ultimo verso d'ogni mia poesia
©
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L'autore
Cesare Moceo
Sono nato a Palermo il 29 settembre 1953 e nel mio passato c'è la cultura di uno studente che ha conseguito il diploma di maturità scientifica e che ha dovuto abbandonare gli studi per motivi economici e d'una sopraggiunta crisi esistenziale. Ho iniziato pertanto a lavorare nel settore della ristorazione ed oggi sono u
Commenti (1)
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Patrizia Muttoni4 marzo 2017
La realtà dei fatti influenza lo stato d'animo che vuole combattere ma malamente sfocia in ipocrisia. Lasciando libera l'anima avrà una poesia in più da cantare. Complimenti
