Oh mio castello! O forse
Andriuslan
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Seduto sulle grandi mura di chiazzi e sputi,
aldilà della porta petto al mare, e i suoi caduti.
Alto il sole brilla sugli scorci di bottiglia,
gabbiani inseguono pescherecci, dalle coste alcune miglia.
Sotto coperta di cespugli e d'abbandono giace il tempo millenario,
di un castello, o forse... Solo un verso settenario!
Il pensiero nel passato è un venticello, come calabroni vola,
si stringe il petto, si blocca il respiro nel nodo in gola.
Vederti seppellir con le tue stesse mani,
sotto i calli ingrati megaresi di Augustani.
Oh mio castello! O forse...
Si sentenziano i potenti, "che non hanno più risorse"
Sarebbe come a dir, parola mia,
lasciare in mano alle bestie un intera fattoria.
Le colpe son da sempre dei poeti e degli artisti,
animi sensibili... dove siete Augusta? Io non vi ho visti.
Ridate voce al vostro orgoglio, morto,
o affonderà la vostra storia insieme al porto...
Oh castello mio castello! Ti auguro migliore sorte,
fino a quel tempo sarò l'unico giullare alla tua corte.
E si Augusta questo castello ormai è mio!
Perché l'unico affacciato dalle mura verso il ponte sono io...
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L'autore
Andriuslan
Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino
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