Non saprò mai
elena rapisa
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Non che io sappia del tuo nascere il segreto
né le pene sulla punta delle spine
né quella stilla che non fosse lacrima o sangue
quando fu luce che ti tinse vermiglia
Non conosco chi per primo ti svelò dandoti un nome
simile a donna amata squarciando antichi torpori
per breve vita apparente
In una notte giunta improvvisa, impietoso il gelo
ti lasciò esterefatta piegata, svuotata di colori
immobile come pietra greve
Va col silenzio che cura, riposa nella tua casa
senza mura dove la notte è oblio
e il giorno non viene a svegliarti
con canti illusori
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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