Cicatrici
Restano calde, le cicatrici
che accarezzano il mio muto tempo,
lasciando, a me, un futuro che
non seguisse la speranza di andare oltre di te.
Tu, che eri la mia memoria,
mi lasci a guardare
la luce che scappa dai tuoi occhi
come un'anima che prende il volo.
Cicatrici che parlano nei ricordi dei nostri occhi
persi l'uno nell'altro;
di quelle rive acerbe della tua adolescenza infinita,
mentre, un soffio d'aria squassa il mio petto.
Tu, con la testa appoggiata sulla mia spalla
come sicuro sostegno dei nostri sogni che,
parlano come linfa di sorgente d'amore.
Nel silenzio, tra le mura di quella stanza
mi lasci da solo;
un bacio
e sei andata via lasciandomi in dolorose
illusioni senza se e ma.
Triste destino
tra certezze, crudeltà dei sogni,
e poesia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!