Città
Hariseldom
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Lo vedi che vuole scappare
ha appena imparato a camminare
un soldo di cacio che si crede grande
e sua madre che gli corre dietro.
Due passi sino al mio ufficio
la gente con la spesa infreddolita
la ragazza che davanti al bar sta fumando
quel cane assorto dietro la vetrina chiusa.
Il negozio di frutta di qualcuno a sud del mare
la frutta accavallata davanti all'uscio
e la vecchietta a tastare i mandarini
avrei voluto fossero d'india fichi.
Lungo la strada il tempo infreddolisce
il sole si piega dietro il supermercato
la macchina di un bos o forse di un magistrato
parcheggiata alla modo di io so io.
La mia città ha mille meraviglie
l'odore di pizza mischiato al benzene
la fuga degli studenti verso la libertà
mentre una madre tradisce anche il suo Dio.
Pescara ha volti e maschere di città
mescolati agli sguardi degli emarginati
e io che non so dipingere o suonare
racconto solo parole di scatolette da riciclare.
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Hariseldom
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