Il mio gigante buono
I tuoi occhi verdi chiusi,
perché detestavi le fotografie.
Eri un tipo silenzioso,
a dire dei più.
Ma il tuo sguardo
era una finestra sulla vita.
Le tue dita lunghe
ingiallite dalla nicotina,
ne ricordo l’odore.
Avevi un naso dritto
e regolare.
Le labbra ben disegnate
e belle,
la tua impronta su di me.
Eri il mio gigante buono
ed ero al sicuro
tra le tue braccia.
Eravamo insieme.
Ma se davvero ci fosse un poi,
dopo tutto questo.
E se ci fosse la possibilità di scelta,
tu saresti ancora mio padre.
Per sempre.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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