Tra rovi d’antichi rancori
Giovanni Chianese
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Gufi civette e corvi è questa notte senza fine
mentre colomba s’avvicina
al disperato canto d’usignolo.
Agli accorati ricordi
tra rovi d’angusto incedere
mie illusioni il passo del tempo.
Cuore inerpicando in gola
dagli occhi esterrefatti fugge
che allo spettrale bianco di luna
dolente la mente s’illumina.
Santo è l’imminente giorno
che morbosamente accomuna
resti d’occulte storie
tra tenebrose vicende ancora.
Del cuore ho scavalcato il muro
nell’oscura valle dei ricordi
che a penombre a ricomporsi
squarci d’oggi il presente
nel mio ventre nauseabondo.
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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carla composto12 marzo 2017
tra rovi d'antichi rancori i pensieri s'insinuano il cuore sale in gola scavalcando un muro antico versi introspettivi che trattano tema importante e forte ... bellissimi versi che elogio con piacere

