Pensieri sottili d'amore
Pier Giorgio Cadeddu
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Sulla spiaggia delle nostre vite perdute
ti vedo in aspra controluce
tra un commiato di luna e l’aliante di un gabbiano
increspata di un vento cinerino
come il ritorno iroso del mare di ottobre
dalle fatiche di tempesta;
appesa ai miei fili della notte,
brilli ultima tela prima del superfluo,
e muovi nude chiazze di suoni tra le mani diafane,
musica arcaica per la città lucente
e le tue spalle avvolte di sospiri;
principessa delle barche e delle reti
smuovi danza di sabbia per coprirti di ombre,
e dello scialle multicolore della collina brulla:
perché mi guardi strana come un nuovo mondo,
come India scoperta dalla tolda di un vecchio brigantino
e mi sussurri nenie di parole
incomprensibili ad un cuore avaro?
Potessi tornare indietro per te
col tuo ritratto in mano,
ed i tuoi amori a chiedere
di questa attesa inutile,
impavida e sfacciata,
allora il tempo avrebbe una fine
da ricordare...
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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carla vercelli14 marzo 2017
"...principessa delle barche e delle reti..." già questo appellativo rivolto dal poeta all'amata è denso di poesia. Senza contare le altre immagini precedenti e successive condotte tutte sulla metafora del mare, dell'uomo marinaio e della donna terraferma come se fosse una nuova India da scoprire sulla tolda di un brigantino, ma in realtà la vera marinaia è lei! Molto piaciuta ed apprezzata!

