Fummo scolpiti dalla stessa pietra
Scogli che affiorano, vacillanti,
carezziamo sconfitte
nascondendo vittorie.
Approdo sicuro
per stanche membra,
sollievo di giorni
galleggianti
fra amore ed odio;
e ancora,
dormiente retaggio
di occulto pericolo,
sconcertante allarme
senza
apparente
via di fuga.
Bagnati dalle stesse onde,
solleticati da spuma feroce,
lievemente smussati
da incessante progresso,
regredito è il riflesso
a saggio recesso,
dimesso l'ardore,
piegato l'ardire,
smentito l'arduo
sentire.
La sostanza combatte
la forma
che perde sostanza,
i giorni di gloria
camuffati da giorni
normali.
Forgiati dallo stesso deliquio,
eloquio sospeso
di un conciso amore
deriso, celato,
talora ferito,
sconvolto, sotteso.
Smarrito, sospeso.
Fummo scolpiti dalla stessa pietra.
E ancora non lo sappiamo.
©
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L'autore
DaviD
Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
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