Ultras e eunuchi
Pugnan le orde
con lo sguardo cupo
il guaito tremendo
della iena o del lupo.
La sfera del calcio
la seguon da ottusi
e con follia selvaggia
ripeton gli abusi.
Non è sufficiente
l’aggressione verbale
ai tifosi nemici
bisogna sempre far male.
Bottiglie, petardi
sassate e coltelli
credendosi grandi,
più forti e più belli.
Non servon bastoni
sulle loro teste dure
ne gas lacrimogeni
cannonate o torture.
Si sa che la madre
di tutti costoro
è una fattrice
mai senza lavoro.
La stampa che sbraita
col suo bel dirigente
per poi andare a cuccia
e non fare mai niente.
Chi ha osservato
ma ha sempre taciuto
ricordi a chi deve
il dovere che è dovuto.
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Commenti (1)
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carla vercelli16 marzo 2017
Purtroppo il tifo contro la squadra avversaria e non quello a favore della propria è un fenomeno molto diffuso soprattutto nel calcio. Ogni volta che si giocano partite immancabilmente si assiste ad episodi di violenza. Devono comunque esistere delle connivenze oscure, come evidenzia anche la poesia, fra la stampa, le stesse forze dell'ordine e gli ultras, dato che, per esempio, non si capisce come persone normali vengono perquisite all'ingresso e private persino di una bottiglietta d'acqua e orde di cosiddetti tifosi riescano ad entrare negli stadi con lacrimogeni, petardi, coltelli e quant'altro... Apprezzo la poesia di cronaca e ribellione e incoraggio il poeta a scrivere in rima. Si legge molto volentieri!
