Piegò le ciglia e pianse
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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E poi piegò le ciglia e pianse
per i visi amati
divenuti labili sinestesie.
C’è quasi sempre, disse,
un tunnel dall’altro lato dei bagliori
un mancamento d’occaso
dove la vita vira nel dolore
-densa, vira, dopo carezze
graffiando in ombra.
Piegò i fogli dei diari
la posta non evasa, attesa, accorta.
Le mani ebbero
sussulti d’assoluzione,
fu chiaro il solco divisorio
tra sé e la norma
poi che il pensiero non bastava più
a richiamar la cura delle assenze.
-Sono nelle parole raggrumite-
si dileguò nel vuoto di nerezze
a morire un po’, ancora e ancora.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Luciano Capaldo21 marzo 2017
Nella costrizione della vita spesso ci sentiamo davvero naufraghi e subiamo il daltonismo altrui ma forse sono gli altri a non focalizzare i colori veri della psiche umana. Fa riflettere, molto bella.

