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Sociale 21 marzo 2017 · lettura 1 min · 1076 letture

Piegò le ciglia e pianse

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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E poi piegò le ciglia e pianse per i visi amati divenuti labili sinestesie. C’è quasi sempre, disse, un tunnel dall’altro lato dei bagliori un mancamento d’occaso dove la vita vira nel dolore -densa, vira, dopo carezze graffiando in ombra. Piegò i fogli dei diari la posta non evasa, attesa, accorta. Le mani ebbero sussulti d’assoluzione, fu chiaro il solco divisorio tra sé e la norma poi che il pensiero non bastava più a richiamar la cura delle assenze. -Sono nelle parole raggrumite- si dileguò nel vuoto di nerezze a morire un po’, ancora e ancora.
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"Sono un'isola, ma anche il naufrago che vi sopravvive" rs A chi non può scegliere, ma solo subire la vita. Poesia pubblicata nell'ebook AA VV "Alda nel cuore" 2017

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (1)

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Luciano Capaldo21 marzo 2017

Nella costrizione della vita spesso ci sentiamo davvero naufraghi e subiamo il daltonismo altrui ma forse sono gli altri a non focalizzare i colori veri della psiche umana. Fa riflettere, molto bella.