Arabesque

Mi sei venuta a cercare
nel mio arabesque,
mentre fiera zigzagavi
sulla linea retta di un arcobaleno,
dipinto del tuo irrequieto sapore.
Mi hai riconosciuto, fra le ombre
luminose degli angoli selvatici
in cui mi nascondevo, rallentato
sulla ruota di perpetui quadrati,
labirinti affascinanti di reiterate
cospirazioni.
Mi hai trascinato su una linea retta,
troppo dritta, instillata di vertigini
e voragini, in straniera estraniante
solitaria compagnia.
Abbiamo viaggiato, come fece
Achille inseguendo la tartaruga,
senza mai incontrarci, ovvero,
scontrandoci su linee perpendicolari
in esplosioni parallelepipede
di rutilanti prismi irrazionali.
Ed ora, fredda lava
in- consapevole quiete
scivoliamo su linee parallele,
che non si incontreranno mai.
©
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L'autore
DaviD
Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissimo tornare e trovare una poesia cosi bella (Davide Ghiorsi)
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto22 marzo 2017
Bellissima ma triste lirica di un'amore platonico; quanta malinconia che c'è dentro l'autore! Ricca d'immagini musicali. Poesia molto piaciuta!

