A che serve ora mio tempo?
Prima, il mio tempo
non era mio,
apparteneva a loro.
A coloro che
volevano da me
un racconto dei peccati
degli altri.
Di chi lavorava
come tanti
e di chi invece
ascoltava gli scricchiolii
per farne un’overture.
Di chi si nascondeva
dietro al fumo
di una pipa
solo per poi abbaiare
ordini dementi.
Ora sto qui, ad ascoltare
vere tragedie,
e a raccontarle
a me stesso
in un fazzoletto,
spesso piene di lacrime.
©
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