L’infante Francesco
Carla Fortebracci
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Misteriosi arcani di storie mai narrate
s’intrecciano i ricordi tra sterili afflati,
mentre quel pianto s’insinua tra le grate
destando bui dolori mai scordati.
Vaga il fanciullo nel torbido oblio
cercando invano la voce amica,
scempio dell’uomo innanzi a Dio
reciso il virgulto da brama antica.
Avida arsura di averi e gloria
posero fine al nobile infante,
reo di proseguir della stirpe la memoria
ucciso fu da mano assai infamante.
Vegliato dalla madre con infinito amore
che lo accudì per sempre nella sua teca,
ove riposa avvolto dal candore
assieme ai suoi balocchi nella notte bieca.
©
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L'autore
Carla Fortebracci
Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand
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