Appesa

E non datemi mai un Nome
o una rasata sagoma di Luna
mediocre e bugiarda
e né un tatuaggio a fuoco
sull'ultima e cucita pelle,
nel bacio di seta riflesso
dall'ombra del vostro mare.
E tu lo sai... non sarò mai quella!
Nel morbo non scavate a sangue
tra le dita aperte dell'anima.
Non sarò mai minima e seduta
tra le foglie cadute sulle rive del tempo.
Come voi sono fatta
di polvere e carne
e di vene che sbocciano solo
nell'umile Primula d'aria.
E nel canto del primo vagito
spettinato ed appeso ad un sogno.
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Commenti (2)
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Giacomo Scimonelli1 aprile 2017
Non datemi un nome... non sarò mai quella e non scavate a sangue tra le dita aperte dell'anima... io sono fatta di polvere e carne con vene che sbocciano solo nell'umile Primula d'aria... sì,io sboccio grazie alla speranza e rinasco per dipingere una nuova vita senza arrendermi ai mali dell'esistenza... versi bellissimi ed intensi... sensazioni verseggiate con armonia e ultimi due versi molto apprezzati... complimenti alla brava Autrice... molto bella anche l'immagine scelta per la Poesia
Paola Galli7 aprile 2017
Immagini straordinarie, riflessioni che incarnano il sentire intimo della poetessa, la sua forza d'animo, il suo voler reagire e restare viva, anche nel dolore anche tra le difficoltà! Verseggiare intenso e profondo.

